Alcune brevi informazioni sul territorio
golfo dell'asinara
L'Asinara, appartenente al Comune di Porto Torres, è un'isola di 52 km2, disabitata, a nord della punta Falcone - Sardegna nord-occidentale - da cui la separa uno stretto canale. È montuosa, con coste alte e frastagliate. Ha scarsa vegetazione per mancanza di corsi d'acqua, ma è ricca di spiagge, di cale e calette ancora integre tra le quali cala Arena e cala Sant'Andrea.
Resti di presenza umana databili intorno al Neolitico ne segnalano l'antichità della frequentazione; i Romani la chiamarono insula sinuaria, sicuramente per la sua forma sinuosa.
Fu contesa tra Pisa, la Repubblica di Genova e gli Aragonesi; nel 1718 passò ai Savoia.
Col tempo arrivarono sull'isola pastori sardi e pescatori liguri originari di Camogli, che vi abitarono sino alla fine del 1800. Nel 1842 diventò parte integrante del Comune (di nuova istituzione) di Porto Torres. In seguito al decreto regio n. 3183 del 1885 di Re Umberto I, che prevedeva l'esproprio dei terreni dell'isola per la realizzazione di una colonia penale agricola e di una stazione sanitaria marittima di quarantena, i 500 abitanti dell'isola furono forzatamente allontanati e l'isola fu interdetta all' accesso.
Le famiglie evacuate dall'Asinara si spostarono nei territori a loro assegnati in cambio di quelli espropriati. I pastori si stabilirono nella Nurra, a Porto Torres, Sassari. Gli abitanti di Cala d'Oliva, 45 famiglie di pescatori di origine ligure, chiesero di avere in cambio delle loro aree espropriate la zona ove oggi sorge il paese di Stintino, che venne edificato proprio da loro come coseguenza all'esodo, frazione di Sassari fino al 1988, oggi comune e conosciuta localita' turistica. L'Asinara è sede dell'omonimo parco nazionale dal 1997. Nonostante le origini storiche leghino Stintino all'Asinara questa località non è mai stata ammessa a fare parte del comitato di gestione ma è stata invitata comunque a far parte della "Comunità della Parco", altro organo previsto dalla Legge quadro sulle aree protette. L'Asinara è visitabile dal pubblico dopo 112 anni (dal 1885 al 1997) di chiusura totale rafforzata nei primi anni 60, dalla istituzione del carcere di massima sicurezza dove vennero internati prigionieri brigatisti e mafiosi celebri come Raffaele Cutolo e Salvatore Riina: fu chiamata dai carcerati "Isola del Diavolo". Durante la I guerra mondiale nella stazione sanitaria transitarono circa 25.000 prigionieri di guerra Austro Ungarici, costretti a rimanere sull'Isola in osservazione sanitaria. Molti perirono di malattie e stenti (circa 6.000) ed ora i loro resti riposano in un Ossario costruito nel 1936 come alternativa alle fosse comuni nelle quali erano stati sotterrati e disinfettati con abbondante calce.
Ricchissima di avifauna e di ittiofauna, non è invece più presente la foca monaca. Sono presenti allo stato brado molti asinelli albini, che costituiscono un richiamo per i visitatori insieme alla riscoperta di una Sardegna di cinquant'anni fa.
Grazie alle alterne vicissitudini storiche ed alla permanenza del carcere nell'ultimo secolo è ad oggi la prima grande isola del mar Mediterraneo "non cementificata".
(Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto dalla voce di Wikipedia: "Asinara". )
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